Dire NO in maniera assertiva

 

Comunicazione Assertiva: in una società in cui non mancano i conflitti interpersonali, l’assertività è un approccio comunicativo molto utile. Tra l’aggressività di alcuni e la passività di altri, trasmettere il proprio messaggio può davvero essere una fonte di tensione. La comunicazione assertiva è quindi ideale per ridurre al minimo gli scambi conflittuali.

Questo articolo ha come obiettivo di insegnarti a comunicare in modo cordiale e non violento.

Ma prima, ti propongo di soffermarti sul concetto di assertività e sulla sua importanza in una buona strategia comunicativa.

 

 

Comunicazione Assertiva: cos’è l’Assertività e come comunicare in modo assertivo

 

L’assertività può essere definita come un modo di esprimere il proprio punto di vista, di far valere i propri diritti nel rispetto dell’altro. È quindi una tecnica di autoaffermazione senza danneggiare la sensibilità del vicino. In questo modello di comunicazione, si è invitati a rivolgersi alle persone senza offenderle o frustrarle.

L’assertività consiste nel far valere i propri diritti, opinioni e richieste in modo costruttivo, senza passività o aggressività

Il campo della comunicazione assertiva riguarda principalmente i messaggi più “difficili” da trasmettere. Si tratta di affermare ciò che uno ha da dire, senza ferire l’altro. Per questo motivo, la sua applicazione non è sempre ovvia.

E’ utile seguire questi 3 consigli di base:

1. Avere precedentemente gestito (parte della) tensione emotiva

Una situazione in cui si desidera formulare un messaggio assertivo è probabilmente una situazione emotivamente carica. Potrebbe essere rabbia, ad esempio se ti senti ingiusto, non ti senti ascoltato o rispettato. Potresti sentire la paura, se non altro la paura che l’altro rifiuti di soddisfare la tua richiesta, o che lo dispiaccia. Potrebbe anche essere tristezza.

Comunque sia, è probabile che queste emozioni si manifestino quando parli. Se la tensione è alta, è molto probabile che il tuo interlocutore non ascolti davvero il messaggio dietro di esso, ma percepisca solo la carica emotiva. L’unico “messaggio chiaro” che avrai quindi inviato è la tua rabbia, la tua paura o la tua tristezza. In alcuni casi, questo può essere percepito come aggressività. Infatti, se fai una richiesta stringendo i pugni e la mascella, anche se questa richiesta è “grammaticalmente corretta” dal punto di vista dell’assertività o della comunicazione non violenta, non è certo che il tuo interlocutore la riceva come ti sarebbe piaciuto!

Per evacuare la tensione emotiva, una semplice raccomandazione è di lasciare passare il tempo prima di inviare il tuo messaggio. La reazione immediata non è sempre favorevole all’assertività

D’altra parte, gestire in anticipo le tue emozioni e “prenderti il ​​tempo” può aiutarti a capire meglio ciò che è veramente importante per te nella situazione.

 

2. Chiarire il tuo obiettivo

Definire ciò che è veramente importante per te nella situazione è una delle condizioni favorevoli alla comunicazione assertiva. Inoltre, se non sei chiaro con il tuo obiettivo, le soluzioni che proponi potrebbero non essere appropriate, alla fine non soddisfacenti.

Ad esempio, se il tuo collega arriva in ritardo per le riunioni, puoi dargli un “messaggio chiaro” descrivendo la situazione problematica, esprimendo i tuoi sentimenti sulla situazione, proponendo soluzioni e spiegandogli le conseguenze positive secondo il tuo punto di vista. Tuttavia, per fare questo, devi sapere esattamente cosa del suo comportamento ti ha infastidito e qual è l’obiettivo che ti poni: è il fatto che sia arrivato tardi in sé (vuoi che arrivi in ​​tempo) o è il non te lo fa sapere (vuoi che ti informi in anticipo se ha un impedimento)?

A volte un obiettivo ne nasconde un altro. Se il tuo obiettivo non viene chiarito quando entri in discussione, potresti discutere di cose che sono in realtà secondarie

Un tipo comune di conflitto riguarda come comunicare insieme all’altro.

Se ad infastidirti è il tono che tuo figlio usa quando ti parla, non risolvi questa situazione chiedendogli di contribuire maggiormente alle faccende domestiche, di lasciare spento lo smartphone durante i pasti e così via … Può essere utile trovare soluzioni anche a questi problemi, ma potrebbe essere più appropriato formulare una soluzione per il modo in cui tuo figlio parla con te: “Quando dai pugni al tavolo o mi interrompi urlando quando non siamo d’accordo, mi sento triste e provo rabbia. Se sei arrabbiato, vorrei che me lo dicessi parlando, o rimandando la nostra discussione, per esempio. ”

 

3. Rimanere sui fatti

Dichiarare descrizioni fattuali consente di prevenire il più possibile un eccesso di interpretazioni, giudizi e rimproveri. Più il problema e le soluzioni sono espresse in termini concreti e osservabili, più il messaggio è chiaro e udibile per il tuo interlocutore.

 

Comunicazione assertiva: una via di mezzo tra aggressività e passività

 

Succede che l’assertività sia confusa con l’assertività. Questo perché queste due nozioni si riferiscono all’idea di difendere e far valere i propri diritti. In effetti, per alcune persone, l’unico modo valido per esprimere il proprio punto di vista e le proprie esigenze è quello di essere aggressivi. L’essenza stessa del comportamento assertivo sta nel non ferire gli altri.

D’altra parte, la passività sostenuta dall’assertività non si traduce in un atteggiamento di silenzio. Il tuo desiderio di evitare conflitti non dovrebbe costringerti a non esprimere la sostanza dei tuoi pensieri. Cancellarsi di fronte agli altri non è la soluzione ideale per essere tranquilli e liberi da tensioni emotive. Al contrario, rifiutando di esternare i tuoi bisogni, dai agli altri la possibilità di rilassarti a tuo danno. Quanto a te, sarai ridotto a reprimere le tue frustrazioni e rabbia, gettandoti così in un disagio permanente.

La comunicazione assertiva deve quindi fungere da ponte tra un atteggiamento aggressivo e un atteggiamento passivo. L’obiettivo è promuovere l’assertività attraverso la comunicazione non violenta, ma con un tono abbastanza forte da farti capire.

 

Perché usare l’assertività per far valere i propri diritti ed esprimere il proprio punto di vista?

 

Ci sono molti vantaggi nel comunicare in modo assertivo. Innanzitutto, questo principio ottimizza le relazioni interpersonali, promuovendo al contempo il benessere sociale. Nelle aziende, l’assertività consente di ridurre al minimo le situazioni di conflitto che ne ostacolano lo sviluppo.

Consentendo così la libertà dalle tensioni emotive, la comunicazione assertiva si rivela efficace contro lo stress sul lavoro. Meno conflitti tra colleghi di ufficio, infatti aiutano a lavorare con più serenità. Inoltre, è un ottimo rimedio contro l’ansia, soprattutto perché le interazioni fanno parte di una sincera cordialità. In termini di gestione, quindi, questo approccio comunicativo ha un buon impatto sulla motivazione professionale. I dipendenti sono più produttivi quando si sentono ascoltati e compresi esprimendo i loro bisogni.

Oltre al campo professionale, essere assertivi può essere utile anche nella gestione delle relazioni familiari o amichevoli. A causa dei diversi stati d’animo, le relazioni con i propri cari possono a volte essere tese o persino molto complicate. L’assertività può quindi essere un prezioso aiuto per arrotondare gli angoli.

 

Comunicazione Assertiva: come dire NO senza ferire l’Altro

 

Uno dei “ladri di tempo” più riconosciuto e comune è la difficoltà a dire NO alle richieste che provengono dagli Altri, sia nel contesto lavorativo che nel privato.

 

Perché non sai dire di NO?

Le motivazione possono essere diverse, tra le più frequenti:

  • Se dico NO l’altro potrebbe sentirsi rifiutato e ferito.
  • Se dico NO questa volta, gli altri non mi accetteranno più.
  • Se ora dico NO non mi chiederanno più nulla.
  • Se non accettassero la mia richiesta mi sentirei rifiutato.
  • Gli altri mi hanno detto SI perciò rifiutando mi sentirei colpevole.
  • Mi dispiace per chi mi ha posto una richiesta perciò non posso dire NO.
  • Altro….

 

Comunicazione Assertiva: 11 suggerimenti per dire NO

 

  1. Pianificazione dei risultati. Riconosci quando vuoi dire di NO. Individua i sentimenti negativi che provi nel dire SI. Decidi quali risultati vuoi ottenere. Quale compromesso puoi suggerire come alternativa se non ottieni ciò che vuoi?
  2. Attitudine positiva. Riconosci il tuo diritto di definire i tuoi limiti, seguire i tuoi bisogni e dire NO.
  3. Auto apertura. Esprimi quello che senti nel dire NO. Ad esempio: ”Mi sento a disagio nel rifiutare, ma non desidero…”. Dichiara ciò che senti riguardo agli effetti della richiesta, ad esempio: “Mi sentirei molto pressato se assumessi…”.
  4. Essere chiari e specifici. Dire NO o NON VOGLIO e non NON POSSO, FORSE.
  5. Usare un linguaggio corporeo assertivo. Voce ferma ed un buon contatto visivo.
  6. Mostra di capire il punto di vista degli altri. Ad esempio: “Posso capire che vuoi che il lavoro si faccia subito, ma io non voglio intraprendere un nuovo progetto proprio adesso”.
  7. Se qualcuno insiste e fa pressioni per convincerti, ripeti il tuo rifiuto. Combina l’auto apertura con la fermezza. Ad esempio: “Mi sento pressato a iniziare il progetto immediatamente, ma vorrei cominciarlo in ottobre.”
  8. Compromessi realizzabili. Mostra di voler risolvere la situazione e di non voler rifiutare la persona, ma la richiesta. Offri un’alternativa accettabile.
  9. Sottolinea i benefici. Ad esempio: “Se intraprendo il lavoro in ottobre, potrò dedicargli la mia completa attenzione”.
  10. Richieste negative. Controlla se il tuo rifiuto costituisce un problema reale. Ad esempio: “Quali problemi prevedi se inizierò il lavoro in ottobre?”.
  11. Domande assertive. Fai delle domande per provare a risolvere le difficoltà. Ad esempio: “Cosa pensi che potremmo fare di utile nel frattempo?”

 

Comunicazione Assertiva: cosa ricordare?

 

Da oggi potrai vantarti di essere assertivo, se riuscirai a mettere in pratica i principi di cui sopra.

Ma soprattutto…

Ricordati di soddisfare gli altri contemporaneamente a te. L’assertività non mira ai profitti di uno a danno di altri!

 

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