Miti che ostacolano l’Assertività

 

In questo articolo parlo di Assertività, lo stile di comunicazione “virtuoso” per relazionarsi con gli altri.

Scoprirai i principi essenziali di una comunicazione efficace e le migliori abilità difensive per difenderti daicomunicatori aggressivi.

 

Assertività – Che cos’è l’assertività?

 

Per Assertività si intende la capacità di comunicare le proprie opinioni, i propri sentimenti, i propri desideri, i propri pensieri e diritti in modo diretto, appropriato, onesto.

Essere assertivi significa dunque far valere i propri diritti, o in altri termini, prendersi cura di noi stessi, senza calpestare gli altri.

L’assertività porta a essere più padroni della propria vita, ad avere più fiducia in se stessi e a prendersi la responsabilità dei propri desideri. Di conseguenza aiuta ad avere rapporti meno superficiali e più soddisfacenti con gli altri.

Essere assertivi significa:

  • Valorizzare noi stessi e credere che abbiamo il diritto di esprimere le nostre idee e di soddisfare i nostri desideri
  • Essere disponibili ad aprirsi agli altri, anziché tenersi tutto dentro
  • Rispettare i diritti e i bisogni degli altri
  • Essere capaci di scegliere quale risposta dare agli altri
  • Stare bene con noi stessi, accettare i nostri desideri e i nostri comportamenti

Assertività – Modi sbagliati di comunicare con gli altri

 

Sono due i modi sbagliati di comunicare con gli altri: la remissività (passività) e l’aggressività.

Remissività (passività)

Chi è remissivo non esprime agli altri i propri sentimenti, bisogni e idee, si nega il diritto di dire ciò che pensa e finisce con l’accettare di fare cose che non gli piacciono o che non ha il tempo di fare o le risorse per fare.

La remissività diminuisce la fiducia in se stessi perché chi è stato remissivo finisce con il criticarsi per non essere stato capace di dire ciò che realmente pensava e voleva. Inoltre chi non è capace di esprimere i propri desideri e le proprie idee spesso cova sentimenti di rabbia, risentimento e delusione e può a un certo punto non riuscire più a controllare questi suoi sentimenti e comportarsi in modo aggressivo e offensivo. Poi, di solito, si sente in colpa, si critica, e torna di nuovo a reprimere i propri sentimenti.

Aggressività

Tra le cause dell’aggressività vi è la convinzione che gli altri, molti se non tutti, siano scorretti e vogliono danneggiarci di proposito (una convinzione disfunzionale).

L’aggressività ha molti inconvenienti. Chi è stato aggressivo spesso poi si sente in colpa e si vergogna. Inoltre l’aggressività aumenta lo stato di attivazione e può rendere perciò più facili gli scoppi di rabbia.

Esempio Il tuo capo ti mette sul tavolo l’ultimo lavoro che ti ha dato da fare e commenta: “Fa schifo!” Che cosa gli risponderesti?

Remissivo – Mi dispiace, lei ha ragione è un lavoro tutto da rivedere

Aggressivo – Bene, per lei fa schifo, per me va benissimo. E’ un ottimo lavoro che non intendo modificare

Assertivo – Quale parte del mio lavoro non è in linea con l’obiettivo? Come può essere migliorato?

E’ possibile cambiare e diventare più assertivi?

La risposta è SI! Con impegno, costanza e motivazione possiamo sempre migliorare noi stessi.

Il primo passo è rispondere alla seguente domanda: “Il mio modo attuale di rapportarmi con gli altri è funzionale? Mi permette di raggiungere i miei obiettivi e di migliorare la qualità della mia vita?”

Rifletti…

L’Assertività rende la vita più facile! Non devi cercare di leggere il pensiero per sapere quello che vogliono gli altri: sono loro che devono dirti quello che vogliono o non vogliono. Non devi avere timore di disturbare gli altri chiedendo qualcosa, poiché gli altri hanno diritto di rifiutarti ciò che chiedi se non sono d’accordo

 

Esiste un codice dell’Assertività che contiene i diritti che ciascuno di noi ha nelle relazioni interpersonali. Rifletti su ognuno di questi diritti assertivi.

Considera che si tratta di diritti e non di obblighi e che puoi scegliere di comportarti diversamente.

 

Assertività – Decidere come reagire nelle relazioni interpersonali

 

Se ti capita spesso di sentirti a disagio nei rapporti con qualcuno ti conviene fermarti a riflettere.

Per prima cosa cerca di identificare i tuoi pensieri e di valutare se sono funzionali (realistici e utili a raggiungere i tuoi obiettivi).

Esempio Sei certo che non stai saltando alle conclusioni fraintendendo le reazioni dell’altro o che non stai personalizzando o giudicando in base alle emozioni?

Se ti senti ansioso o inadeguato, ciò non significa necessariamente che stai dando agli altri una cattiva impressione.

Se un collega ti risponde in modo sbrigativo: “Sono occupato, torna più tardi”, non significa necessariamente che non gli piaci o che è una persona impossibile con cui non puoi continuare a lavorare.

Se pensi così, probabilmente inizierai a sentirti a disagio o in ansia ogni volta che devi avere o pensi di dover avere rapporti con lui.

Per aiutarti a comprendere meglio ciò che succede, dovresti chiederti:

  • Il fatto che sia stato un pò sbrigativo nel rispondermi significa davvero che non gli piaccio o ci possono essere altre spiegazioni?
  • Si comporta così solo con me o anche con gli altri?
  • Si comporta sempre così o solo qualche volta? In quali situazioni è più facile che si comporti così?

 

Assertività – Come trasmettere messaggi efficaci

 

Comunicare in maniera efficace significa comunicare senza aggredire o rimproverare.

Come possiamo comunicare efficacemente?

5 principi della comunicazione efficace

  • Scegliere con attenzione il momento migliore, quando l’interlocutore non è impegnato in altre attività
  • Parlare in prima persona, cioè usando IO anziché TU o LEI, ad esempio “Io sono deluso” anziché “Tu mi deludi
  • Specificare in modo chiaro quale comportamento dell’altro disturba, ad esempio “Sono arrabbiata perché oggi non sei arrivato puntuale all’appuntamento“. Non generalizzare e dire “Sei sempre il solito ritardatario
  • Avere un’espressione del viso corrispondente a ciò che si dice (coerenza tra messaggi verbali e non verbali)
  • Se opportuno dimostrarsi sensibile ai sentimenti dell’altro e dire ad esempio “Mi sembri deluso da quello che ti ho detto”. In questo modo si può anche verificare se la propria impressione è corretta

Se la comunicazione è assertiva tutte le persone coinvolte si sentono sullo stesso piano.

Se qualcuno reagisce male a una tua affermazione assertiva, hai il diritto di considerare questa reazione un suo e non tuo problema. E’ lui che sceglie di reagire così!

La parola chiave è scegliere, essere in grado di scegliere se essere assertivi, aggressivi o remissivi.

Vi sono occasioni in cui potresti scegliere di non difendere i tuoi diritti. Va bene, purché lo voglia tu.

Esempio Quando decidi di farti da parte per una persona amata o che è meglio lasciar perdere perché l’inconveniente non è grave e non incontrerai più la persona che ha fatto la cosa che ti è dispiaciuta.

3 scelte che bisogna essere in grado di fare

  • Se affermare i propri diritti o rinunciarvi nella specifica occasione
  • Quanto mostrare dei propri sentimenti intimi
  • Quanto rivelare agli altri di se stessi

 

Assertività – I due miti più diffusi che ostacolano l’assertività

 

Ci sono alcune convinzioni, abbastanza diffuse, che rendono difficile essere assertivi.

I 2 miti più comuni sono:

Il mito dell’amico buono

Chi crede in questo mito pensa: “Avrebbe dovuto sapere che non volevo farlo” o “Avrebbe dovuto capire perché l’ho detto“. In realtà, quello che dici è: “Avrebbe dovuto essere capace di leggermi nella mente“.

Condivi questo mito se dai per scontato che un vero amico dovrebbe sapere in ogni circostanza come ti senti e come la pensi e se non consideri che tu e l’altro potreste avere valori diversi.

Esempio Se per te la puntualità è molto importante e un amico arriva in ritardo, potresti pensare: “Non gliene importa niente di me” e sentirti offeso. Tuttavia il tuo amico potrebbe tenere molto a te, ma dare molto meno importanza alla puntualità, per cui non capirà perché ti sei offeso.

Il modo migliore per risolvere questo tipo di problemi è parlarne e dire apertamente agli altri che cosa è importante per te anziché sperare che ti leggano la mente

 

Il mito dei doveri

Chi crede in questo mito pensa: “Se un amico mi chiede un favore devo farglielo, altrimenti non sono un vero amico“. Di solito crede anche il contrario, cioè che se è lui a chiedere un favore un amico glielo debba fare.

Se credi in questo mito ti troverai sempre a disagio nel chiedere o fare favori, perché pensi di non avere la possibilità di scegliere.

Quando qualcuno ti chiede un favore, puoi provare risentimento perché pensi di non potere dire di NO in maniera assertiva; viceversa, ti sarà difficile chiedere un piacere a qualcuno se sei convinto che non possa rifiutarlo.

 

Assertività – Abilità difensive

 

Vi sono situazioni in cui l’Assertività può incontrare forti resistenze.

Ti potrà capitare che gli altri si comportino in modo irragionevole, aggressivo, con estrema emotività o si rifiutino di ascoltare il tuo punto di vista anche se ti comporti in modo molto ragionevole.

In questi casi sono molto utili le abilità difensive, che non sono ovviamente la panacea di ogni male, perché raramente portano a risolvere i problemi in modo soddisfacente per le due parti, ma possono aiutare a superare situazioni molto difficili.

Agisci prima in modo assertivo e solo se l’altro risponde in modo irragionevole ricorri alle abilità difensive!

 

Prima difesa – Disco rotto

Quando ti convinci che l’altro non è disposto ad accettare la tua risposta assertiva o anche a considerare il tuo punto di vista, è meglio che tu smetta di dare spiegazioni e di rispondere alle domande e continui semplicemente a ripetere la tua risposta, senza dare motivi o spiegazioni.

Esempio Si può dire semplicemente “No” più volte ad un venditore ambulante o ad una richiesta inaccettabile di un amico.

E’ importante rimanere calmi e non diventare aggressivi a propria volta.

L’errore più comune nell’applicare questa tecnica è cominciare a dare spiegazioni o a rispondere ad altre domande.

 

Seconda difesa – Ignorare selettivo

Con questa tecnica si sceglie di non reagire alle parti inappropriate della comunicazione dell’altro.

Esempio Può capitare che qualcuno continui a lamentarsi con te di qualche evento del passato, nonostante ne abbiate già parlato più volte senza esito. Se usi questa difesa, una risposta possibile è: “So che sei ancora dispiaciuto per quell’episodio, ma tu sai che non credo sia utile continuare a rivangarlo. Se continuerai a parlarne lo ignorerò, preferire parlare con te di altro“.

La tecnica dell’ignorare selettivo può essere particolarmente utile quando altre persone ti criticano continuamente per qualcosa che hai fatto in passato. In questo caso potresti dire qualcosa tipo: “Ho ascoltato il tuo punto di vista. Abbiamo discusso di questo diverse volte. Sai che sono (o non sono) d’accordo con te. Non voglio parlarne più e d’ora in avanti non ti risponderò su questo argomento. Se ne parli ancora farò finta di non sentire. Sono però disposto a discutere con te di qualsiasi altra cosa“.

A questo punto devi mantenerti fermo nella decisione presa anche se sarà difficile ignorare le critiche.

Rifletti… In ogni modo non riusciresti a fargli cambiare idea, così come probabilmente non cambieresti idea tu.

 

Terza difesa – Smontare la rabbia

Se qualcuno è aggressivo verso di te in modo inappropriato qualche volta è possibile fargli smontare la rabbia rifiutandoti di continuare la conversazione finché non si è calmato.

Esempio Puoi dire: “Vedo che sei arrabbiato. Vorrei continuare a parlare con te, ma non credo che serva finché sei in questo stato. Parliamone più tardi quando saremo calmi e pronti a discutere“.

Nel caso in cui entrambi siate arrabbiati, è meglio prendersi una pausa per calmarsi, senza accusarsi a vicenda. In questo caso puoi dire: “Ascolta, siamo tutti e due nervosi, perché non ci fermiamo un attimo e ne riparliamo tra un pò quando saremo più calmi?”.

 

Quarta difesa – Distinguere i problemi

Spesso le persone confondono problemi diversi.

Esempio Un parente o un amico potrebbe dirti: “Se ti importa davvero di me prestami quei soldi“. Espressioni di questo tipo potrebbero confonderci e renderci difficile rispondere in modo assertivo.

Bisogna rendersi conto che si tratta di problemi diversi e quindi per esempio rispondere: “Non è vero che non mi importa niente di te, semplicemente non sono disposto a prestarti i soldi“. Qualche volta per ottenere il massimo risultato è utile abbinare anche la tecnica del disco rotto.

 

Quinta difesa – Rifiutarsi di sentirsi colpevoli senza ragione

Vi sono persone che hanno imparato a ottenere dagli altri ciò che vogliono facendoli sentire in colpa.

Esempio Un parente o un amico potrebbe dire: “In passato ti ho aiutato tenendoti i bambini. Adesso mi dovresti aiutare nel trasloco“.

Anche in questo caso può essere utile distinguere i problemi “Ti sono grato per avermi aiutato con i bambini. Purtroppo sono spiacente, ma sabato non posso aiutarti con il trasloco“.

La predisposizione a sentirsi irragionevolmente in colpa può essere particolarmente marcata se si hanno aspettative irrealistiche sul proprio comportamento (dover essere perfetti, dover piacere a tutti, non dover dispiacere nessuno, dover fare sempre la cosa giusta).

Quando ti senti in colpa chiediti per prima cosa come mai ti senti in colpa e che cosa non hai fatto che secondo te avresti dovuto fare.

 

Sesta difesa – Scusarsi

Vi sono circostanze in cui è appropriato chiedere scusa. Tutti possiamo sbagliare. Supponi però che l’alrto cominci a lamentarsi della tua mancanza, ma poi passi a criticare tutto di te. In questo caso potresti riconoscere il suo diritto a essere seccato per la tua dimenticanza, ma precisare, dopo esserti scusato per il tuo errore, che non accetti altri critiche (distinguere i problemi).

Spesso si dice “Mi dispiace” in modo rituale e poco genuino. E’ meglio che eviti di dirlo se non sei veramente convinto che vi siano buoni motivi per scusarsi. Se lo dici spesso, potrebbe essere un indizio che ti senti facilmente in colpa, che non ti riconosci il diritto ad avere le tue opinioni e a vivere la tua vita.

 

Settima difesa – Ti farò sapere

Questa ultima difesa consiste nell’imparare a prendersi tempo per pensarci, per riflettere sui propri diritti e desideri e per fare una scelta meditata su come rispondere.

Esempio Puoi dire: “Devo controllare la mia agenda” o “Ho bisogno di pensarci. Te lo farò sapere domani“.

 

Assertività – Decidere di cambiare

 

Per trarre beneficio da un programma di formazione e allenamento all’assertività devi essere convinto che vi sono aspetti del tuo modo di reagire che vorresti cambiare, in altri termini devi prendere consapevolmente la decisione di cambiare.

Valuta i vantaggi e gli svantaggi del cambiamento rispetto a lasciare le cose così come stanno.

Le domande seguenti ti possono aiutare a decidere. Aggiungi qualsiasi vantaggio o svantaggio che pensi corrisponda alla tua situazione.

Che vantaggi ho nel rimanere passivo (remissivo)?

  • Ricevo lodi perché faccio ciò che gli altri si aspettano da me
  • Mantengo uno stile di vita che mi è familiare
  • Evito la responsabilità di iniziare e portare avanti progetti
  • Evito possibili conflitti

Che cosa perdo nell’essere passivo (remissivo)?

  • L’indipendenza
  • La capacità di prendere decisioni
  • L’opportunità di soddisfare i miei bisogni e i miei desideri
  • Il rispetto da parte degli altri dei miei diritti e dei miei desideri
  • La possibilità di influenzare le decisioni, le richieste e le aspettative degli altri

Che cosa guadagno nel diventare assertivo?

  • Aumento la fiducia in me stesso e l’autostima
  • Colgo l’opportunità di prendere il controllo del mio destino

Che cosa perdo nel diventare assertivo?

  • Se provo e fallisco starò peggio che se non ci avessi provato
  • Ai miei amici e parenti non piacerà il mio cambiamento

 

Se hai deciso di cambiare, inizia a scegliere uno stile assertivo in qualche situazione e costruisci gradualmente le tue abilità. Spesso è più facile iniziare con le persone che non ti conoscono, piuttosto che con gli amici di vecchia data.

La cosa più difficile è cambiare il modo di interagire con i propri familiari, ma non è impossibile, dipende solo da te!

Quando parli usa, il più spesso possibile, il NOI e cerca di conoscere i desideri dell’altro (perché te li ha detti e non perché gli hai letto la mente!) e di fargli conoscere i tuoi.

Se avete obiettivi diversi, preparati a essere flessibile e negoziare.

Dai a te stesso e agli altri il tempo di adattarsi al cambiamento!

 

 

 

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