Come gestire le tue paure

 

In questo articolo ti parlo della paura. Grazie alla lettura di questo articolo, ¬†scoprirai che non solo √® possibile gestire le paure, ma che le tue paure possono diventare preziose alleate per riscoprire una nuova vitalit√† e porre le basi per una vita pi√Ļ serena.

 

Smetti di avere paura delle tue paure!

Come gestire le paure

 

La paura √® un’emozione primaria, centrale ai fini della nostra stessa sopravvivenza.

E’ un’emozione attivata da un pericolo reale o immaginario. Questa emozione √® universale ed √® presente in tutti gli essere viventi al contrario di altre emozioni primarie come la gioia e la tristezza.

La sua funzione è la protezione!

La paura sana è il gioiello prezioso che preserva la nostra vita!

Una persona su due soffre di paure eccessive. Le pi√Ļ grandi paure sono legate all’altro (a tutto ci√≤ che √® in gioco con l’altro) e alla difficolt√† di essere veramente se stesso in mezzo agli altri.

E’ necessario stabilire un legame attivo con le nostre paure perch√© esse ci parlano e sono fonte di conoscenza e comprensione:

  • Che posto occupano le paure nella tua vita?
  • Quali sono le funzioni principali delle tue paure?
  • Che messaggi ti inviano le tue paure?
  • Quale relazione coltivare con te stesso e con gli altri per smettere d’aver paura?

La paura √® biografica, ci invita a illuminare la nostra storia personale. E’ indissociabile dal passato!

I sentimenti non espressi, i bisogni non soddisfatti, le situazioni non digerite del passato sono il terreno della paura. La paura limita la tua percezione della realtà!

I sintomi della paura 

 

Il primo passo per gestire le tue paure è individuare i sintomi con le quali la tua paura si manifesta: sintomi che possono essere fisici, comportamentali, sensoriali, psicologici.

E’ necessario conoscere, superare e vincere i sintomi per scoprire la tua storia personale nascosta dietro la paura!

Ti propongo un’auto valutazione per identificare i sintomi principali della tua paura.

Metti una X sui sintomi che riconosci e valuta in seguito l’intensit√† di questi: debole, media, forte.

Sintomi fisici

  • Mani sudate
  • Tachicardia
  • Vampate di calore
  • Tensione muscolare
  • Minzione frequente
  • Secchezza della gola
  • Dolori addominali
  • Stanchezza
  • Brividi
  • Vertigini
  • Stordimento
  • Altro: …

Sintomi comportamentali

  • Evito la persona, l’oggetto, la situazione
  • Non riesco a parlare
  • Grido senza controllo
  • Sono aggressivo sia con le parole che con i gesti
  • Procrastino
  • Mi agito, in particolare: mani, braccia, gambe, movimenti del corpo
  • Accumulo oggetti e ingombro il mio spazio di vita
  • Sono annientato, sbalordito
  • Sono terrificato
  • Vado in panico
  • Sono irritabile
  • Ho difficolt√† ¬†a muovermi: pigrizia
  • Altro: …

Sintomi sensoriali (emotivi)

Ho una sensazione di:

  • Vertigine
  • Instabilit√†
  • Impazienza
  • Oppressione
  • Irrealt√†
  • Aver la testa vuota
  • Perdere il controllo
  • Diventare pazzo
  • Spersonalizzazione
  • Altro:…

Sintomi psicologici

Ho dei pensieri ricorrenti:

  • Mi vergogno
  • Sono timido
  • Immagino situazioni inquietanti
  • Immagino la mia reazione difronte a una persona o una certa situazione
  • Focalizzo la mia paura sullo stesso oggetto, persona, situazione
  • Aspetto l’autorizzazione e l’approvazione degli altri
  • Ho delle manie e ci sono oggetti da cui non riesco a separarmi
  • Dubito di me
  • Mi sento incapace, incompetente
  • Non riesco a prendere decisioni
  • Altro:…

Come gestire le paure – I volti della paura

 

La paura è una famiglia numerosa composta da molti membri eminenti:

Angoscia 

L’angoscia √® una paura diffusa e intensa senza un oggetto preciso. Si manifesta in generale come un’apprensione per qualche cosa che potrebbe succedere. E’ un’impressione di morte imminente dove i sintomi sensoriali predominano (sensazione di oppressione, irrigidimento del corpo). L’attacco di panico √® una successione di diversi sintomi in un tempo ristretto (circa 10 minuti).

Ansia

L’ansia √® una paura anticipata. E’ il vissuto associato all’attesa, ad un presentimento o all’avvicinarsi di un pericolo. E’ uno stadio sotto l’angoscia. L’ansia pu√≤ essere cronica con un’inquietudine che dura nel tempo. I sintomi psicologici predominano.

Fobia 

La fobia è una paura attivata da un oggetto specifico, o una situazione associata direttamente al pericolo. Sintomi psicologici e comportamentali sono molto presenti.

Stress

Lo stress è una paura disabilitante quando è permanente. Sintomi psicologici e sensoriali sono marcati. Lo stress è la conseguenza di percezioni e valutazioni deformate di una situazione.

Paure sotterranee 

Le paure sotterranee si nascondono dietro l’angoscia, l’ansia, la fobia e lo stress. Restano in ombra paralizzando la gran parte del nostro slancio vitale e creativo. Le pi√Ļ comuni paure sotterranee sono paure:

  • Ancestrali (paura di perdere il controllo, di rivivere la sofferenza infantile, di superare i nostri limiti)
  • Di adattamento (paura dell’ignoto, di perdere l’amore, di essere ridicolizzati)
  • Infantili (paura del buio, dei mostri, dell’ombra)
  • Relazionali (paura di essere rifiutati, di essere giudicati, del diverso)
  • Fondamentali (paura dell’abbandono, del cambiamento, della morte)

Le paure sotterranee al contrario delle paure sane legate alla sopravvivenza e alla prevenzione, sono paure irreali, fantasmatiche

Le ultime ricerche ¬†hanno dimostrato che il nostro cervello funziona al 100% delle sue capacit√† dalla nascita sino alla morte e incredibilmente, ma vero solo l’1% di queste attivit√† √® cosciente! Ognuno di noi ha una visione di se stesso e del mondo filtrata e interpretata da un’attivit√† cerebrale non cosciente!

Il lavoro sulle paure sotterranee ti offrir√† un’importante opportunit√† di ristrutturare le tue credenze, di cambiare le tue percezioni e agire differentemente. Una caratteristica del cervello √® la neuroplasticit√†, la capacit√† di costante mutazione, cambiamento.

Non esiste alcuna ragione perché tu non possa ammansire, addomesticare le tue paure!

Le maggior parte delle paure sotterranee appartiene al bambino adattato che occupa troppo spazio e finisce per soffocare il bambino naturale. E’ arrivato il momento di liberare il bambino naturale dalla morsa stretta del bambino adattato.

Ma chi è il bambino adattato?

Il bambino adattato √® un falso-me (la nostra identit√† mascherata, la parte meno autentica della personalit√† dominata dal bambino adattato), che contamina l’adulto. Il bambino adattato √® la maschera che nasconde il bambino naturale (la nostra vera identit√†, autentica, senza maschere).

Differentemente dal bambino adattato, il bambino naturale presente in ognuno di noi, ci invita a esprimere le nostre caratteristiche naturali come la creativit√†, l’amore, la spontaneit√†, la gioia, la libert√†, il gioco, la libera espressione delle nostre emozioni… Il bambino naturale ferito, √® il piccolo essere fragile e spaventato che vive in esilio nel cuore di ciascuno di noi.

Qual’√® la tua relazione con il bambino naturale in te?

Di seguito un elenco di affermazioni alle quali ti invito a rispondere SI o NO senza riflettere troppo. Se esiti, scegli la risposta che si è imposta alla tua mente per prima.

  • Provo paura e/o ansia difronte alle novit√†
  • Cerco di piacere a tutti
  • Sono costantemente in conflitto con gli altri
  • Evito il pi√Ļ possibile i conflitti
  • Conservo tutto e non butta via niente
  • Sono ossessionato dall’ordine e dalla pulizia
  • Spesso non mi sento all’altezza
  • Ho tendenza di dover dimostrare il mio valore agli altri
  • Ho paura delle persone e preferisco restare da solo
  • Non mi piace stare da solo, ho bisogno di circondarmi della compagnia degli altri
  • Ho paura di essere abbandonato
  • Conosco poco i miei bisogni
  • Faccio fatica a prendere una decisione, a fare una scelta
  • Sono un grande inquieto
  • Dico spesso SI
  • Ho problemi a dire NO
  • Temo i miei sentimenti ed emozioni
  • Ho paura di esprimere i miei sentimenti ed emozioni
  • Voglio essere pi√Ļ competitivo possibile
  • Temo l’errore
  • Passo molto tempo ad analizzare ci√≤ che dicono gli altri
  • Mento regolarmente, anche per cose senza importanza
  • Ho paura delle persone autoritarie
  • Non sopporto le persone autoritarie e mi paragono a loro
  • Spesso ho vergogna di me, dei miei pensieri, sentimenti, emozioni

E’ arrivato il momento di fare un bilancio! Se hai risposto SI a 5 o pi√Ļ frasi, √® altamente probabile che i tuoi comportamenti siano dettati da paure di cui non sei cosciente. Il tuo bambino naturale √® da troppo tempo in esilio! Ma non spaventarti, questo √® il caso della maggior parte di noi.

E’ il momento di superare la tue paure e prenderti cura del bambino interiore¬†che √® in esilio dentro di te!

 

Come gestire le paure – Le paure ancestrali

La paura di perdere il controllo

La vita, nelle sue molteplici forme ed esperienze, fa paura. Si la vita fa paura!

Per cercare di frenare questa paura si fa di tutto per cercare di controllare la nostra vita. E’ un tentativo di riappropriarsi del potere su noi stessi. Se questo desiderio √® naturale e legittimo, tuttavia nutre un’illusione: credere che la paura possa per sempre sparire.

La paura √® un appello. Avvenimenti dimenticati, sofferenze nascoste, bisogni e desideri negati, tardi o presto risorgeranno in noi! I sintomi della paura ci catapultano nell’impotenza e alimentano la paura di perdere il controllo.

Quando abbiamo paura, la sensazione di perdere il controllo provoca ansia, angoscia, stress. Questa sensazione ci rivela i limiti e la natura imperfetta dell’essere umano.

Ma se vogliamo comprenderci attraverso le nostre paure dobbiamo mollare la presa e accettare. Qualità essenziali per conoscerci al di la dei nostri limiti.

La paura di rivivere le sofferenze dell’infanzia

In un primo tempo è difficile riconnettersi con il bambino sofferente che siamo stati. Sappiamo che quel bambino ha sofferto e preferiamo dimenticare tutte le esperienze che ci hanno ferito nel passato. Ci sentiamo terribilmente indifesi davanti a lui.

Ognuno costruisce un muro per proteggersi dalla sofferenza infantile. La paura di rivivere la sofferenza dell’infanzia √® pervasiva e limita l’empatia naturale, la capacit√† di mettersi nei panni dell’altro. Questa capacit√†, l’empatia, √® essenziale per ricostruire una sana relazione tra l’adulto e il bambino che siamo stati.

La metafora del bambino dentro di noi è una meravigliosa opportunità per superare le nostre paure, perché il bambino in noi è spesso insicuro. Parlare con lui, anche qualche minuto al giorno, può realmente cambiare la nostra vita.

La paura, questa emozione centrale, √® presente in noi fin dalla nascita. E’ un’emozione naturale, ma nessuno ci ha veramente insegnato ad entrare in contatto con lei, con tutto ci√≤ che ha bisogno di essere vissuto, sentito, espresso.

La paura ha sempre una doppia funzione: nascondere la nostra verità interiore o invitarci a scoprirla. Fino a quando non coltiveremo in noi qualità come empatia, accettazione, mollare la presa, non saremo capaci di aprire la porta per conoscerla

La paura di superare i propri limiti

Questa terza paura ancestrale è particolarmente tossica perché paralizza la nostra vitalità, la forza che spinge ciascuno di noi a sviluppare il suo potenziale, il suo talento naturale.

Rifiutandoci di esplorare i nostri conflitti interni e le angosce che generano, reprimiamo e rinunciamo alla gran parte del nostro slancio vitale. E’ come remare contro corrente.

La vita è un processo fondato sul cambiamento, il movimento e la cooperazione. Senza questa dinamica, la vita non può circolare.

Incoraggio sempre i miei pazienti a ascoltare la loro voce interiore e a porsi le seguenti domande:

  • Cosa mi appassiona?
  • Quale lavoro si avvicina ai miei gusti, passioni, voglie?
  • Come posso lavorare senza sentire stanchezza e noia?
  • Quali sono le competenze specifiche che mi rendono unico?

Fate ogni giorno qualcosa che vi fa paura

Eleanor Roosevelt

Questo invito, della moglie del celebre presidente americano, √® un’eccellente idea per ingrandire il campo delle nostre possibilit√†.

L’importante non √® tanto sapere ci√≤ che √® possibile o meno, questo √® soggettivo e varia da persona a persona, ma di riconoscere piuttosto che queste impossibilit√† sono dei limiti imposti dal nostro spirito e sta a noi trasgredirli.

Superare un limite familiare, culturale, sociale √® una vera liberazione! La fiducia in noi stessi si coltiva con l’acquisizione progressiva di ci√≤ che immaginavamo impossibile. Ingrandire il proprio campo di possibilit√† significa autorizzarci a vivere dei successi

 

Come gestire le paure – Le paure di adattamento

La paura dell’ignoto

La paura dell’ignoto √® legata alla tendenza di ciascuno di noi a proiettasti nel tempo futuro “futurizzazione“.

Il futuro diventa stressante perch√© non vogliamo accettare che sia incerto, sconosciuto. Lo stress √® la parte visibile di un iceberg la cui parte immersa √® la paura dell’ignoto. Al fine di avere meno paura ognuno di noi riempie lo sconosciuto con il conosciuto. Come? Idealizzando o denigrando il futuro.

La paura del futuro nasconde la paura di non ottenere ci√≤ che √® mancato nell’infanzia. Proiettiamo nel futuro scenari carichi di desiderio di riparazione e di paure antiche. Poche persone accettano realmente l’ignoto, l’imprevedibile, l’incontrollabile.

La paura di perdere l’amore

Gran parte della nostra personalit√† si costruisce sulla paura di perdere. Creiamo e indossiamo una maschera di caratteristiche che riteniamo essere presentabili e accettabili dall’altro e dalla societ√† in generale. Resto conforme, indosso una maschera per essere accettato.

Tutti cerchiamo il nostro posto all’interno del nostro gruppo di appartenenza; il primo gruppo √® la famiglia di origine ¬†dove nasce il sentimento di appartenenza. Bisogno umano essenziale. L’uomo √® un essere sociale ed ha bisogno di inserirsi in un gruppo, di appartenere ad un sistema e interagire con questo.

Ogni volta che il bambino in noi non viene ascoltato nei suoi bisogni ed emozioni, ha paura di perdere il legame con l’altro, ha paura di non essere sufficientemente conforme, questa paura genera la terza paura di adattamento: la paura di essere ridicolizzati.

La paura di essere ridicolizzati

Il ridicolo è talmente doloroso che preferiamo evitarlo a tutti i costi.

Quando siamo ridicolizzati il sentimento di appartenenza √® morto. La paura che il ridicolo si ripresenta, ci rende pi√Ļ conformi e obbedienti.

Solo la paura di non osare è ridicola!

La vita, come il teatro, √® uno spazio per apprendere ad osare. Osare √® accettare di imparare a conoscersi. Osare √® autorizzarsi ad essere se stessi e approfittare del benessere che deriva dal togliersi la maschera e liberarsi del “personaggio“.

 

Queste 3 paure di adattamento appartengono al bambino adattato dentro ciascuno di noi. Paure che si attivano in presenza della famiglia di origine e possono contaminare le relazioni amorose e amicali: la gelosia, la paura di perdere l’altro, la paura di non essere abbastanza … sono le altre facce delle paure di abbandono.

 

Come gestire le paure – Le paure infantili

La funzione primaria delle paure infantili è di creare un legame. La seconda funzione è di fare luce sulla natura dei desideri e delle pulsioni umane.

Ogni et√† ha la sua paura, che si sviluppa con l’et√† e l’ambiente.

Ti ricordi quali erano le tue paure da bambino?

La paura del buio

Per alcuni la paura del buio, dell’oscurit√† non √® ancora superata.

Non avere riferimenti visivi, ¬†produce una sensazione di vuoto, separazione, assenza di un legame che rassicura. La notte e l’oscurit√† risveglia nell’adulto le sue paure infantili. Nel buio si producono talvolta immagini angoscianti.

La paura dei mostri

I mostri sono l’incarnazione dei desideri nascosti e delle pulsioni difficili da gestire. Veicolano tutti i sentimenti di vergogna, colpa, impotenza o gelosia che tormentano il bambino. Proiettandoli all’esterno, il bambino li affronta pi√Ļ facilmente.

I mostri dell’infanzia, sono presenti a partire dall’et√† di due anni. Nell’oscurit√† vagano e comunicano con il bambino spaventato. La camera da letto √® uno dei terreni di gioco preferito.

La paura dell’ombra

Dentro di noi abbiamo un’Ombra: un tipo molto cattivo, molto povero, che dobbiamo accettare

Carl Gustav Jung

L’ombra √® il deposito degli aspetti rifiutati della nostra personalit√†. Evitiamo di confrontarci con la nostra ombra perch√© giudichiamo molto severamente ci√≤ che l’ombra nasconde. In realt√† abbiamo paura delle nostre fragilit√† e debolezze. Fuggiamo dalla nostra ombra per evitare di abbracciare ci√≤ che non amiamo in noi.

 

Come gestire le paure – Le paure relazionali

La paura di essere rifiutati

La paura dell’altro √® onnipresente. Ciascuno di noi consciamente o inconsciamente prova un sentimento di rifiuto. Come √® possibile vivere in mezzo agli altri senza timore di soffrire o far soffrire? Un primo punto di partenza √® valutare il nostro grado di violenza fisica, psicologica, verbale nei confronti di noi stessi e gli altri. Ti invito a leggere sul mio Blog l’articolo Comunicazione non violenta

La paura di essere giudicati

Perché è così difficile rispondere ai nostri bisogni? Spesso a impedirlo è la paura di essere giudicati.

Quali sono questi giudizi? Se ci prendiamo il tempo di ascoltarli sono molti ed esigono obbedienza e conformit√† al nostro contesto familiare, sociale, culturale. Un giudizio tuttavia prevale su tutti gli altri: l’egoismo. Se tu ti prendi cura di te stesso e dei tuoi bisogni, una voce non tarder√† a farsi sentire: “Tu sei un egoista!”, “Tu non pensi che a te stesso!”.

Ciò che è egoista, è esigere che gli altri vivano la loro vita come noi vorremmo. Secondo i nostri gusti, per il nostro beneficio personale, o piacere

Antony de Mello

La paura del diverso

Ognuno di noi ha paura del diverso da se stesso. Chi è diverso fa paura.

Nella costruzione di relazioni sociali sane e arricchenti è fondamentale accettare le differenze tra noi e i nostri bisogni e gli altri e i loro bisogni.

Jacques de Bourbon Busset, scrittore e accademico francese, afferma:

L’Amore √® quando la differenza non separa pi√Ļ

 

Come gestire le paure – Le paure fondamentali

La¬†paura dell’abbandono

La paura dell’abbandono ha un risvolto paradossale. Da un lato tutti noi abbiamo bisogno di costruire dei legami con l’altro, ma nello stesso tempo abbiamo paura di perdere l’intimit√† che la costruzione di un legame implica.

Molte persone mettono una distanza nelle loro relazioni o si separano per evitare la sofferenza di un’eventuale perdita.

La paura del cambiamento

La vita √® movimento, cambiamento, trasformazione costante. C’√® sempre una porta verso nuove opportunit√†.

La paura del cambiamento √® radicata in ognuno di noi. E’ invisibile, ma dietro un’attesa si nasconde una volont√† di controllo, una paura del cambiamento.

Alcune trasformazioni nella nostra vita si impongono con la forza e nutrono la paura del cambiamento. La persona, non pronta, attraversa una crisi: malattia, incidente, la perdita di una persona cara, un licenziamento può rivoluzionare una vita e trasformare in polvere tutto quello che davamo per acquisito. Queste crisi ci ricordano quanto sia illusorio credere che controlliamo la nostra esistenza.

Ognuno pu√≤ trasformare le sue esperienze, anche le pi√Ļ dolorose, attraverso nuove percezioni. Ovviamente fare questo non √® la cosa pi√Ļ facile del mondo, la vita pu√≤ essere difficile, ma talvolta la paura pu√≤ essere un’alleata.

Ci insegna come mobilitare le nostre risorse, a volte sconosciute, per superare le crisi e le prove della vita. ¬†Una nuova comprensione emerge, quando la sofferenza √® accolta e quando proviamo compassione. Esprimere il nostro dolore, pena, sostenerci con affetto, incoraggiarci ad andare avanti sono i segni che la paura non √® pi√Ļ una nostra nemica.

La paura della morte

La paura della morte provoca un’angoscia profonda, un’impressione di morte imminente;¬†√® una paura naturale, tutti gli essere umani hanno paura di morire.¬†La paura dell’abbandono, la paura del cambiamento e la paura della morte sono ataviche, appartengono all’esperienza umana.

E’ necessario aver paura di morire per vivere pienamente la vita

La paura di morire non significa per forza che proveremo un’angoscia quando arriver√† l’ora, √® possibile lasciare questa vita in pace, con il sentimento di aver goduto pienamente usando al meglio le nostre competenze e capacit√†.

La morte ci richiama alla responsabilità per la nostra stessa vita.

Fai il punto sul tuo percorso di vita:

In questo preciso momento della tua vita, quali sono i tuoi rimpianti?

La vita √® un potenziale di gioia e di amore, di libera espressione e di godimento. Se ti prenderai cura della tua vita svilupperai il coraggio di cambiare per vivere in accordo e in armonia con il bambino naturale che √® in te. E’ un’esistenza che ti lascer√† senza rimpianti.

Dobbiamo autorizzarci ad esistere per non rimpiangere

 

In caso di paure eccessive che condizionano in maniera importante la tua vita è indispensabile rivolgersi ad un terapeuta.

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