Se non te lo concedi sarà irrinunciabile

 

Come perdere peso senza recuperarlo?

 

 

Come perdere peso? Per perdere peso e soprattutto non recuperarlo il piacere deve essere il fondamento di ogni programma alimentare.

Niente è più irresistibile di un divieto da trasgredire

Oscar Wilde

Chi di noi, almeno una volta nella vita, si è cimentato in un regime alimentare per perdere qualche chilo di troppo?

A quante diete ci siamo sottoposti finora? Confido nella pluralità delle vostre risposte.

Funzionano le diete? Se la risposta è affermativa mi sorge un’ulteriore quesito: perché se la prima dieta è stata un successo non è stata l’unica e sola dieta nel corso della nostra vita?

Giorgio Nardone nel suo libro La dieta paradossale ci introduce nel paradosso emerso dall’analisi rigorosa dei risultati delle numerose diete: tutte sono efficaci, ma nessuna funziona effettivamente.

Il problema essenziale di ogni dieta non sta nella sua efficacia, ma nel suo mantenimento nel tempo.

Quello che rende fallimentare le diete è che si basano tutte sull’idea del controllo, della limitazione e del sacrificio; la conseguenza è che prima o poi diventano insopportabili poiché vanno a interferire con la sensazione fondamentale sui cui si basa il nostro rapporto con il cibo: il piacere.

Il tentativo di controllo (insito in ogni dieta) conduce alla perdita di controllo. Per uscire da questa trappola, dice Nardone, il piacere deve essere il fondamento di ogni programma alimentare.

 

 

Come recuperare una relazione sana col cibo?

 

Nardone nel suo libro La dieta paradossale  identifica 7 soluzioni disfunzionali che sono all’origine del nostro faticoso rapporto con il cibo e attraverso “stratagemmi” ci insegna come recuperare una relazione sana ed equilibrata col piacere di mangiare.

 

Soluzione disfunzionale n. 1 – Più divieto più desiderio

Basare una dieta sulla restrizione alimentare fa si che il cibo che viene definito più pericoloso (calorico) divenga anche il più desiderato.

 

Soluzione disfunzionale n. 2 – Successo apparente

Dopo aver ottenuto con grandi sforzi il successo della agognata linea, giunge l’insuccesso dell’essere nuovamente travolti dal demone della fame compulsiva. La vittoria illusoria di una battaglia diviene la sconfitta nella guerra.

 

Soluzione disfunzionale n. 3 – Evito le tentazioni e rinuncio al piacere

Effetto “magri e tristi”. Astinenza dal piacere alimentare e non solo, si lotta contro gli assalti delle tentazioni.

 

Soluzione disfunzionale n. 4 – Poiché non ci riesco mi lascio andare

Dopo svariati tentativi fallimentari la reazione più frequente è una ribellione totale: ci si abbandona completamente al piacere del mangiare e del bere. Parafrasando Oscar Wilde: “L’unico modo per liberarsi di una tentazione, è abbandonarvisi”.

 

Soluzione disfunzionale n. 5 – Devo consumare più di quanto mangio

Fare esercizio fisico massacrante ogni giorno con l’unico scopo di mantenere la linea (consumare più di quanto si assume).

 

Soluzione disfunzionale n. 6 – Se mangio troppo vomito

Soluzione che presenta la procedura del vomitare il cibo dopo averlo mangiato e gustato.

 

Soluzione disfunzionale n. 7 – La pasticca miracolosa

Principio della delega: si affida all’effetto di una sostanza miracolosa il compito di permetterci di fare qualcosa che non siamo in grado di fare da soli.

 

 

Consigli pratici per perdere peso senza recuperarlo?

 

Il primo passo per la costruzione di una dieta efficace, secondo Nardone, è concedersi i cibi più desiderati per renderli gradualmente meno attraenti e travolgenti.

Concedersi il piacere conduce all’acquisizione di una tipologia di controllo equilibrato del cibo. Nei fatti, mentre chi si astiene porta sempre con se il desiderio di ciò da cui si è astenuto, chi si concede il piacere di ciò che desidera dopo un po’ non lo desidera più cosi tanto.

A questo punto starete pensando che così facendo si ingrasserà inevitabilmente.

Non avreste torto se l’indicazione consigliata da Nardone fosse: concediti tutto ciò che ti piace.

Ma l’indicazione è:

 “Mangia ciò che ti piace solo e soltanto nei tre pasti colazione, pranzo e cena. Nulla fuori dai pasti”.

Grazie a questa indicazione la strategia del divieto viene totalmente rovesciata. Al contrario la ricerca volontaria dei cibi più piacevoli da mangiare nella giornata ci permette di decidere cosa concedersi attraverso la pianificazione: cosa mi piacerebbe mangiare oggi? In quale maniera? In compagnia di chi?

La ricerca della qualità del piacere ci permette di gestire il controllo anche della quantità in quanto se esageriamo nella quantità dei cibi preferiti inficiamo il piacere della qualità.

Ricordiamoci che negli eccessi anche la cosa più buona si trasforma in cattiva “Il troppo stroppia”.

 

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